Michele d’Amore

Michele D’Amore nasce e vive a Palau, in Sardegna, fino ai diciotto anni. Finito il liceo, si trasferisce a Milano, città di origine dei suoi genitori, per frequentare l’università. È qui che in un percorso di studi che lo porta alla Laurea in Lettere Moderne, continua a coltivare la sua passione per la scrittura, a cui si dedica sin da piccolo, traendo ispirazione dalle molteplici sfaccettature della città.

«Da quando ho imparato a leggere e a scrivere, ho sempre avuto una straordinaria passione per la scrittura. Leggevo i romanzi per bambini e provavo ogni volta a scrivere un libro, ma avevo sette anni e dopo poche pagine di quaderno non sapevo come andare avanti! La passione negli anni è rimasta uguale, tra lettura e scrittura ho vissuto tantissime notti sveglio. Scrivere è me per una necessità» 

Oltre a dedicarsi alla scrittura, Michele porta avanti con dedizione, costanza e passione, l’attività di volontario antincendio della Protezione Civile in Sardegna. Il suo obiettivo, in particolare con l’ultimo romanzo Fronte del Fuoco, consiste nel raccontare dal di dentro una storia, che è la storia di tutti i volontari, dei loro sacrifici di tutta un’estate, troppo spesso dimenticati o dati per scontati.

«Se nasci e cresci in Sardegna, gli incendi sono una costante di ogni estate. Il primo incendio di cui abbia ricordi personali è un rogo del 1981 e io avevo tre anni. Quella tensione, il timore e la voglia di fare qualcosa per spegnerli ha fatto sì che, appena compiuti 18 anni, mi sia iscritto come socio operativo nell’Associazione Antincendio del mio comune. Una volta vissuto il battesimo del fuoco, diventa la tua guerra. E sei pronto a sacrificare divertimento, relax e tempo libero tutti i giorni senza sentire la fatica» 

Una doppia anima a volte in conflitto, a volte perfettamente in accordo, sospesa tra Milano, una città veloce e spesso difficile ma che ha permesso a Michele di affermarsi dal punto di vista professionale, e Palau, dove l’azzurro del mare incontra il profumo del mirto e dove, da quando ha compiuto diciotto anni, combatte tutte le estati la piaga degli incendi boschivi.

«Per spiegare il mio rapporto tra due citta così diverse, spesso uso questa metafora: Milano è mia moglie e la Sardegna è mia mamma» 

I romanzi di Michele D’Amore hanno tutti un forte taglio verista e autobiografico. I suoi riferimenti spaziano dal verismo ottocentesco all’estetica del cinema neorealista, dallo stile giornalistico e al linguaggio street report della cultura hip hop.

«La letteratura accende sogni e combatte problemi, può sostenere le persone e dargli un motivo per non mollare, può evidenziare problematiche, mettere in luce cause sociali. Per questo, una volta scoperti Vittorini, Verga e il cinema neorealista, ho capito che quello era il mio genere» 

Dopo Questa è Casa Mia (2012), una storia che racconta Milano, la crisi e la vita di tre pubblicitari in cinquanta giorni di grandi sfide,  e 1-1 (2015), romanzo di narrativa contemporanea focalizzato sul terremoto dell’Emilia del 2012, Michele D’Amore presenta il suo terzo romanzo (270 pagine) dal titolo Fronte del Fuoco, ispirato alle vicende dei volontari dell’antincendio boschivo durante la stagione dei roghi in Sardegna.

Fronte del Fuoco è pubblicato da M, nuovo progetto editoriale indipendente.

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