Larciano è un comune della Toscana che spesso, quando lo nomino, gli altri mi dicono: “Lanciano?”
No, Larciano, rispondo io. L’ho conosciuto perché qui, insieme ad altri comuni, c’è una sezione della VAB, i Volontari Antincendio Boschivi dalle auto gialle, inconfondibili, soprattutto nei teatri di lavoro.
I volontari della sezione di Larciano sono uno zoccolo duro di passione e continuità, una di quelle realtà italiane che ancora ti danno fiducia, ti fanno sentire sicuro.
Saranno, una decina, forse quindici, gente di campagna e di paese, gente forte e simpatica, ironica, proprio come la Toscana.
Qui, dopo gli incendi, quando bonificano fanno una cosa che si chiama la staccata. Ossia, bonificano lasciando un metro abbondante tra il verde e il bruciato. Nell’economia di un incendio, che so, di un ettaro, vuol dire che i volontari di Larciano creano un perimetro di quattrocento metri di lunghezza e uno di larghezza. Una fatica immane, solo a sentirlo immagino il sudore che ti riga il viso, le mani che fanno male.
Larciano è anche la sede di un festival letterario, ha una splendida Enoteca Ristorante, con la terrazza che dà sulla valle, il castello e un centro senza piazza, per cui ogni volta che viene organizzata una manifestazione chiudono tutto.
Larciano ha delle belle ragazze che passano il sabato pomeriggio con i vestitini e i tacchi di paglia, il profumo della campagna che sale insieme all’aria fresca del tramonto, i bar e i rumori dei bicchieri.
E poi strade di fiori per il giorno dopo, per i bambini che andranno a fare la Comunione.
È un comune come tanti comuni d’Italia.
Lo chiamo il comune dei regali, quando arrivi a Larciano è impossibile andare via a mani vuote.
È un comune pieno di volontari, che ti raccontano con felicità della notte in bianco che stanno per fare, a guardia dell’isola pedonale.
E poi Larciano ha gli ulivi, le stradine, i tramonti. Il mare a un’ora.
I desideri su questo asfalto.
I sorrisi sempre sul viso.

 

 

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CARDS, CITTADINA ITALIANA